"Vivere in camper e avere figli è possibile: per la scuola ci sono due alternative e sono entrambe legali"

Sono sempre di più le persone e le famiglie che prendono una decisione importante, ovvero quella di lasciare la propria casa tradizionale per andare a vivere in camper o in altri tipi di veicoli super accessoriati. È una scelta di vita importante, che può avere ripercussioni anche sullo sviluppo di un’eventuale famiglia. C’è chi si chiede se chi conduce uno stile di vita del genere possa avere figli, considerando anche il problema della scuola.

Le persone che scelgono di vivere in camper esistono da diversi anni, anche se nell’ultimo periodo, con la complicità dei social network, si tratta di uno stile di vita molto più conosciuto e praticato. Tra l’altro, non tutti quelli che utilizzano un veicolo come casa vivono tutti allo stesso modo. C’è chi si sposta di continuo, chi si muove tra i soliti posti e chi invece conduce una vita pressoché stanziale. E poi c’è chi vive in solitaria, ci sono le coppie e addirittura le famiglie numerose.

Si può vivere in camper ed avere figli?

E proprio la creazione di una famiglia sembra poter essere un problema per chi vive in camper. Per lo meno può sembrare un problema ad alcuni utenti che sotto ai video di Emanuela e Nicolò, marito e moglie che gestiscono il canale TikTok @avventuresenzameta, hanno chiesto come si può conciliare la vita senza una casa fissa con la nascita di un figlio. La ragazza chiarisce subito che al momento non è una loro priorità avere dei figli, ma questo non significa che non si siano informati sull’argomento.

@avventuresenzameta

Risposta a @Mauro Piva178 #viviamoincamper #vitaincamper

♬ suono originale - Manu&Nico ~ Vita in Camper

Uno degli aspetti più spinosi è quello relativo all’istruzione del bambino. Molte persone si chiedono come possa fare un ragazzino che è sempre in giro con la sua famiglia a frequentare la scuola. In realtà esistono due soluzioni alternative, entrambe valide ed entrambe ammesse dalla legge. La prima prevede l’istruzione parentale, mentre la seconda è la strada del cosiddetto inserimento scolastico. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e come funzionano.

Il problema dell’istruzione: le alternative alla scuola tradizionale

L’istruzione parentale è, come si può facilmente intuire dal nome, è quella che viene impartita al bambino da un suo parente. Il maestro può essere un qualsiasi parente (padre, madre, fratello maggiore e così via), a patto che abbia compiuto la maggiore età e che abbia terminato gli studi. Ovviamente è necessario ottenere il preventivo via libera da parte del dirigente scolastico, poi il ragazzo al termine di ogni anno deve sostenere un esame per passare alla classe successiva.

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Vivere in camper, le alternative per mandare i figli a scuola. Fonte: TikTok

L’inserimento scolastico è un po’ più complesso. Si verifica quando il minore cambia scuola nel corso dell’anno. Una volta giunti nella città in cui ci si intende fermare per un determinato periodo di tempo, si chiede al dirigente scolastico della scuola locale di poter inserire lo studente. Per accedere dovrà sostenere una sorta di test di ingresso: se il test viene superato, il ragazzo può frequentare quella scuola per un certo numero di mesi.

In pratica è la strada che viene utilizzata dai giostrai per consentire ai loro bambini di continuare ad andare a scuola anche quando si spostano da una città all’altra. Sia l’istruzione parentale che l’inserimento scolastico sono metodi accettati dalla legge che presentano lati positivi e lati negativi. Tra gli aspetti positivi c'è la possibilità di far proseguire gli studi anche se in continuo movimento. Tra i lati negativi ci sono le differenze tra i programmi seguiti nelle varie scuole o la difficoltà a farsi degli amichetti stabili. Sta poi alla famiglia decidere quale può essere il percorso giusto per i propri bambini.

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