"Utilizzano una strategia particolare", la vendita della pasta in Giappone stupisce l'italiano

Sono molti di più di quelli che si possa pensare gli italiani che vivono all’estero. Ci sono alcuni Paesi che per anni hanno accolto i nostri connazionali, ma ci sono anche realtà in cui questo fenomeno è iniziato relativamente da poco. Grazie ai social network gli italiani possono farci conoscere cosa significa vivere fuori dai nostri confini e ci mostrano delle interessanti curiosità, come per esempio una strategia di marketing usata per vendere la pasta in Giappone.

Stando ai censimenti dell’AIRE (parliamo quindi di dati ufficiali), i cittadini italiani residenti in Giappone erano 2.789 al termine del 2012, mentre erano 5.770 alla fine del 2022. Il numero è praticamente raddoppiato nel giro di dieci anni. I record di Argentina, Germania e Svizzera sono ancora molto lontani, ma il dato dimostra come il paese asiatico si stia consolidando tra le mete preferite di chi decide, per lavoro, amore, studio o semplice passione, di vivere all’estero.

Le difficoltà di un italiano che vive all’estero

Abituarsi a vivere in un paese straniero non è sempre facile. Ci sono alcuni scogli che possono essere difficili da superare, come l’imparare una nuova lingua e l’adeguarsi a usi e consuetudini differenti. E poi bisogna abituarsi anche ad un modo di mangiare che può essere completamente diverso dalla dieta mediterranea a cui può essere abituato un italiano. Ma per fortuna al giorno d’oggi molti prodotti provenienti dal Bel Paese si possono trovare praticamente ovunque.

Lo sa bene anche Marco Ferrari, titolare della pagina Facebook Marchino in Giappone. Spesso per fare la spesa decide di andare in un supermercato internazionale. Tra gli scaffali del fornitissimo negozio è possibile trovare prodotti importati da varie parti del mondo. Tra le prelibatezze arrivate dall’Italia ci sono i vari condimenti, come la salsa al tartufo o quella ai carciofi, le passate di pomodori ed i pelati, l’olio di oliva (non sempre di ottima qualità) e, ovviamente, la pasta.

La strana strategia di vendita della pasta in Giappone

Proprio la pasta è la protagonista principale di questo video. Nel supermercato ne esistono svariati formati, prodotti da vari brand, tra cui quelli più rinomati. Dopo averci pensato un po’, Marco decide di mettere nel carrello un pacco da mezzo chilo di mezzi rigatoni, pagati 298 yen, ovvero 1,75 euro. Ma la cosa che sorprende non è tanto la varietà di scelta offerta dal negozio, quanto la strategia usata per vendere la pasta in Giappone.

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Italiano stupito dalla strategia di vendita della pasta in Giappone. Fonte: Facebook

Sui cartellini affissi sullo scaffale non c’è scritto il tipo di pasta o la marca produttrice, ma c’è un altro dato che viene ritenuto più importante: il tempo di cottura. In questo modo i clienti del negozio riescono a capire subito qual è il tipo di pasta più adatto per il tempo che hanno a disposizione. Si va quindi dai due minuti di cottura per gli spaghettini fino ai 13 minuti dei formati più spessi. Una scelta particolare, ma che può anche funzionare in un Paese in cui la “cultura della pasta” è completamente diversa.

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