"Il datore di lavoro ti lascia a casa e ti scala le ferie? Ecco cosa puoi fare", il consiglio dell'avvocato

Il mondo del lavoro sa essere molto duro. C’è chi fa fatica a trovare un’occupazione, ma c’è anche chi ce l’ha, ma ha a che fare con persone che se ne approfittano, mettendo in atto comportamenti contrari alle norme. Ecco perché è importante sapere cosa si può fare quando il datore di lavoro scala le ferie ai dipendenti che lascia a casa.

Purtroppo ci sono tante persone che ci sono passate. La mole di lavoro cala ed il datore decide di tenere a casa uno o più dei suoi dipendenti. Questo comportamento può essere un grande problema per il dipendente. Lo è di sicuro nel momento in cui le ore ed i giorni passati a casa vengono scalati in busta paga dalle ferie o dai permessi. Il tutto, tra l’altro, senza aver stipulato un nuovo contratto o senza aver raggiunto un accordo sindacale.

Le ferie devono permettere il ristoro delle energie del lavoratore

Se il datore di lavoro si comporta nel modo descritto nel paragrafo precedente per periodi di tempo abbastanza lunghi, può anche capitare che il dipendente si ritrovi nell’assurda situazione di avere il saldo ferie negativo. Ma il datore di lavoro può davvero comportarsi così? E il lavoratore ha qualche possibilità di difendersi? Tramite il suo profilo Instagram, l’avvocato Silvia Pettineo, esperta in diritto del lavoro, fornisce la risposta definitiva a questi dubbi.

Prima, però, è necessario chiarire un paio di aspetti. Innanzitutto, bisogna ricordare che le ferie devono essere programmate e concordate tra le parti. In realtà, nella maggior parte dei casi, a meno che il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro non preveda espressamente delle indicazioni differenti, le ferie vengono decise dal datore di lavoro. Attenzione: questo non significa che lui possa decidere di mettere in ferie i suoi dipendenti dall’oggi al domani o che possa obbligare il lavoratore ad andare in ferie senza dargli un preavviso.

Bisogna altresì ricordare che le ferie sono previste dai contratti perché devono permettere a chi lavora di ristorare le energie fisiche e psicologiche spese. È un concetto fondamentale che va tenuto bene a mente. Quindi, sebbene di solito il periodo di ferie venga scelto dal datore di lavoro, questo è obbligato a tenere conto delle esigenze e degli interessi di chi lavora per lui. In altre parole, il dipendente, anche se non può scegliere il periodo in cui riposarsi, deve essere messo nelle condizioni ideali per goderselo e ristorarsi.

Senza congruo preavviso il datore di lavoro non può tenere il dipendente a casa

E si può parlare di vero riposo solo quando chi lavora ha la possibilità di organizzare i suoi giorni liberi. Per farlo dovrebbe dunque conoscere il periodo in cui potrà andare in ferie, in modo, per esempio di poter prenotare il viaggio o l’albergo. Se non viene data questa possibilità di organizzazione, le ferie non possono più essere un ristoro. Ecco perché quando un datore di lavoro dice al lavoratore “da domani sei in ferie per una settimana” non si può parlare di ferie.

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Avvcato spiega come difendersi dal datore dil avoro che assegna le ferie senza preavviso. Fonte: Instagram

I giorni quindi non possono essere tolti dal monte ferie. Chi ha subito un trattamento simile può anche rivolgersi al Tribunale del Lavoro per richiedere la restituzione dei giorni scalati. In più, in caso di mancata restituzione, il datore di lavoro rischia una causa di risarcimento dei danni causati dal mancato ristoro. Ma vediamo cosa può fare concretamente il lavoratore per difende il suo diritto alle ferie.

Innanzitutto, all’inizio di ogni anno bisognerebbe comunicare al datore di lavoro, tramite PEC o raccomandata, il periodo in cui si desidera andare in ferie, precisando che si desidera godere di due settimane consecutive, così come è previsto dalla legge. Ovviamente il datore di lavoro potrà scegliere date diverse rispetto a quelle indicate nella richiesta, ma non potrà frazionare le settimane e dovrà comunque comunicare per iscritto il periodo di ferie con un congruo preavviso.

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