Adotta un cane e dopo 8 mesi lo riporta di nuovo in canile: la reazione dell'animale è struggente

La scelta di adottare un cane che ha passato tutta la sua vita (o anche solo una parte) dietro le sbarre di un canile è un gesto importante e lodevole. Solo chi ha vissuto un’esperienza simile sa cosa significa camminare tra i vari box e vedere quei musi tristi, ma speranzosi di essere scelti. Ma a volte quel gesto lodevole non ha il giusto seguito e l’animale che viene rispedito al mittente non può che avere una reazione struggente.

Quella di portare un cane in casa è una scelta che comporta tante conseguenze. Si tratta di un impegno, ma anche di qualcosa che porta diversi benefici. Per la prima volta si può capire cosa significa ricevere un amore incondizionato, ci sono dei miglioramenti a livello di benessere mentale, ma anche di benessere fisico. In più, se il cane viene adottato da un canile, di fatto si sta salvando una vita, dando una seconda chance a qualche animale che in passato non è stato fortunato.

Adottare un cane, scelta virtuosa se fatta con consapevolezza

Quindi si può dire che scegliere di prendere un nuovo amico dal canile è la scelta migliore, ma è un passo che va affrontato con consapevolezza. Prima di prendere decisioni avventate è opportuno rifletterci bene, essere sinceri con sé stessi e valutare se si è davvero in grado di rispettare gli impegni che ne derivano. Purtroppo c’è molta gente che sceglie di prendere un cane senza pensarci troppo: in casi del genere la situazione non può fare altro che degenerare.

Di esempi ne abbiamo avuti fin troppi negli ultimi anni. Durante il recente periodo di lockdown abbiamo assistito ad una vera e propria corsa all’adozione. C’è chi lo ha fatto per superare le lunghe giornate di solitudine, chi l’ha fatto per soddisfare un capriccio (ma spesso un’esigenza) dei piccoli di casa e chi, egoisticamente, l’ha fatto per avere la scusa di uscire di casa. Finito il periodo di crisi, tanti di quei cani sono stati riportati al canile.

Il dolore dell'animale adottato e riportato in canile pochi mesi dopo

Ma cosa significa per un cane tornare in canile dopo essere riuscito a trovare casa? Basta guardare questo video per rendersi conto di quanto possa soffrire l’animale! Il protagonista di questo filmato pubblicato sui social network è un bel cagnolone, un simil-pastore tedesco (non si può capire se di razza o meno, ma conta ben poco) che deve tornare nella gabbie dello stesso canile in cui si trovava prima, dopo soli otto mesi dalla sua adozione.

La volontaria lo tratta con cura e amore, ma si vede come il cane faccia davvero di tutto per non tornare dietro le sbarre. E come dargli torto? Quanto può essere brutto sentirsi privati della propria libertà, soprattutto dopo aver capito cosa significa vivere con una famiglia. Non sono sufficienti le carezze, i baci e le coccole di ogni tipo per convincere il cane ad entrare nella gabbia. Anche l'inquilino che occupa il box accanto, osservando la scena, sembra partecipare al dolore del suo nuovo vicino.

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La reazione struggente del cane adottato che viene riportato in canile. Fonte: Instagram

Il cane non ne vuole proprio sapere di rientrare in gabbia, cerca continuamente di allontanarsi. Alla fine solo con un piccolo inganno, utilizzando un premietto, la volontaria riesce a rinchiudere l’animale. Il video ci fa capire quanto può essere dolorosa per un cane la separazione da quelle persone a cui aveva aperto il suo cuore. All’improvviso si ritrova da solo, senza capirne il motivo, di nuovo in quella gabbia in cui ha già vissuto. Il dolore è grande, aumentato dalla speranza (vana) che qualcuno della sua famiglia umana un giorno possa tornare a riprenderlo.

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