Sicilia, negozio cerca commessa ma l'annuncio di lavoro è da denuncia: "Lo stipendio è disumano"

Il mercato del lavoro è in continuo cambiamento, ma spesso cambiamento non è sinonimo di evoluzione. La retribuzione media rimane troppo bassa rispetto all’aumento del costo della vita ed in alcuni casi si toccano dei livelli mai visti prima. In Sicilia un negozio era in cerca di una commessa, ma lo stipendio proposto è davvero fuori da ogni logica.

Gli ultimi anni sono stati particolarmente pesanti per le tasche degli italiani (e non solo). Con l’inflazione alle stelle, il costo della vita è cresciuto enormemente: sono stati registrati rincari dei prezzi in qualsiasi categoria merceologica. Eppure gli stipendi non si sono adeguati a questo fenomeno: la quantità di denaro a disposizione dei lavoratori è rimasta invariata, ma il loro potere di acquisto si è ridotto notevolmente.

Lo scontento per gli stipendi troppo bassi in Italia

Per la metà degli italiani l’entità della retribuzione è il fattore principale su cui basare la scelta del proprio lavoro. Ma oggi, considerando la situazione che abbiamo descritto nel paragrafo precedente, un’indagine statistica dimostra che il 61% dei dipendenti che lavorano nel Bel Paese ritengono di ricevere uno stipendio troppo basso. È uno scontento palpabile, che ha fatto tornare di moda alcuni temi come la settimana breve ed il salario minimo.

Ma basta aprire un po’ l’orizzonte geografico per rendersi conto del fatto che in Italia ci sia qualcosa che non va. Lo stipendio medio di un lavoratore dipendente privato con contratto a tempo pieno è decisamente più basso rispetto alla media continentale (30.000 euro italiani contro i 33.500 euro europei). Se invece si vuole ragionare su un’ottica locale, appare evidente la disparità che esiste tra le retribuzioni al nord e al sud, dove le paghe sono più basse di circa il 14%.

L’inserzione da denuncia: in Sicilia un negozio cerca commessa a 400 euro al mese

Gli stipendi più bassi si registrano in alcune regioni del Mezzogiorno ed in particolare in Calabria, Basilicata e Puglia. Ma la vicenda di cui parliamo in questa pagina ci fa capire che in Sicilia le cose non vanno molto meglio. Per completare il suo personale, un negozio di casalinghi ha scelto il web per pubblicare un annuncio con l’obiettivo di trovare una commessa. Fin qui niente di strano: la Rete ormai è un punto di incontro importantissimo tra la domanda e l’offerta di lavoro.

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Sicilia, l'annuncio di lavoro con lo stipendio da denuncia. Fonte: Facebook

Ma se si legge tutta l’inserzione, qualcosa di strano c’è, eccome se c’è! In pratica la figura ricercata dovrebbe lavorare a tempo pieno dal lunedì al venerdì. Dalle otto e mezza fino alle tredici e trenta e poi il pomeriggio dalle 16:30 fino alle 20:30. Parliamo quindi di nove ore al giorno, ovvero 45 ore settimanali. Lo stipendio proposto, a meno che non ci siano stati degli errori in fase di scrittura dell’annuncio, è semplicemente imbarazzante.

Nell’annuncio si legge chiaramente che la paga prevista per quel lavoro è di quattrocento euro. E non importa se l’inserzione rispetta le leggi 903/77 e 125/91 e i decreti legislativi 215/03 e 2016/03 ed è quindi rivolto a tutti, senza discriminazione di genere, di età o nazionalità: secondo alcuni utenti dovrebbe scattare subito la denuncia alla Guardia di Finanza o all’Ispettorato del Lavoro. Anche perché tra i commenti il sospetto che la retribuzione, oltre che bassa, venga anche pagata in nero, è davvero molto forte.

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