Surimi, video social mostra di cosa sono fatti davvero: non c'è traccia del granchio

Quando si fa la spesa, la tentazione di mettere nel carrello anche il surimi è tanta: è disponibile in diverse versioni (fresco, surgelato, addirittura in salamoia), costa poco e si presta alla preparazione di tantissime ricette. Ma chi sa con cosa viene fatto davvero spesso sceglie di evitarlo.

In Giappone si usa da secoli per la preparazione di svariate ricette (anche se preparato in maniera completamente diversa), ma negli ultimi anni è diventato un prodotto gettonatissimo pure nelle nostre cucine. I cilindri di Surimi per molto tempo in Italia sono stati presentati come bastoncini di granchio, ma la legge ha espressamente imposto il divieto di usare tale denominazione. Il motivo è molto semplice: in realtà in questi bastoncini bianchi e arancioni il granchio non c’è per nulla!

Attenzione al surimi: nella polpa di granchio non c’è il granchio!

Purtroppo quando facciamo la spesa raramente di chiediamo quali siano i processi a cui sono sottoposti i prodotti per ottenere quel preciso risultato finale. Fortunatamente nel corso degli anni è aumentata al cosiddetta cultura dell’etichetta, che ha portato ad una generazione di consumatori più consapevoli e più attenti, ma bisogna fare ancora dei passi in avanti su questo aspetto. Il surimi ne è l’esempio perfetto: gusto dolce e sapore invitante lo rendono un protagonista di svariate ricette, ma quali sono gli ingredienti al suo interno?

Ce lo spiega su Instagram il nutrizionista Elia Rossi, che in suo post è categorico: bisogna evitare certi cibi se si tiene davvero alla salute. Come detto, i bastoncini di surimi spesso vengono chiamati bastoncini di polpa di granchio. In realtà all’interno dei morbidi cilindretti bianchi e arancioni il granchio non c’è! Il colore ed il profumo che ricordano quelli del crostaceo in realtà vengono aggiunti in un secondo momento attraverso un processo artificiale.

Come sono fatti i bastoncini: ingredienti e processo produttivo

Ma allora come è fatto il surimi? Innanzi tutto è necessario dire che si tratta di un prodotto industriale. Per realizzarlo si utilizzano gli scarti del pesce, per lo più merluzzo, ma all’interno della polpa ci sono principalmente sodio, zuccheri ed additivi alimentari. Il granchio, come detto, è il grande assente. D’altronde il termine giapponese surimi può essere tradotto in italiano con l’espressione pesce tritato.

Nella sua preparazione tradizionale giapponese, i bastoncini venivano preparati in modo artigianale. La polpa di merluzzo veniva prima tritata con il coltello e poi lessata. Il composto ottenuto veniva poi appiattito e condito con degli aromi. Nella moderna preparazione industriale, invece, la base è rappresentata dagli scarti di vari pesci e spesso non si conosce nemmeno la loro varietà. Gli scarti vengono macinati, ripuliti ed infine pesantemente trattati con svariati additivi e aromi.

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Il nutrizionista Elia Rossi spiega come è fatto il surimi

Per ottenere la sfoglia che viene arrotolata per realizzare i classici cilindri, il prodotto viene sottoposto ad un processo di lavorazione meccanica e termica. Ma se gli ingredienti non sono il massimo, dal punto di vista nutrizionale le cose non vanno meglio. È vero che il contenuto calorico è basso e la quantità di grassi è davvero contenuta, ma il contenuto proteico è scarso (e soprattutto non fornito dal pesce) e la presenza di sodio è elevata.

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