Ordina la carbonara in Norvegia, quello che arriva a tavola è terribile e costa 16 euro: "Non potete cucinarla così"

Checco Zalone nel suo film Quo Vado aveva un po’ scherzato sulla qualità del cibo italiano in Scandinavia, ma oggi grazie ai social sappiamo che la realtà non è molto distante da quanto visto nella pellicola: ecco cosa riceve chi ordina una carbonara in Norvegia.

Tutti amano viaggiare per poter scoprire posti nuovi e conoscere culture diverse, anche per quanto riguarda il mondo gastronomico. Però anche chi si trova all’estero ogni tanto può sentire il bisogno di sentire i sapori di casa e quindi, magari tratto in inganno da un’insegna o da un menù, cede alla voglia di ordinare cibo italiano. Purtroppo i risultati non sono sempre all’altezza delle aspettative, anzi, spesso ne sono davvero molto distanti.

Com’è la carbonara in Norvegia?

Piero Armenti, giornalista e imprenditore che conta più di mezzo milione di followers su Instagram, ha deciso di concedersi un piatto di spaghetti durante il suo viaggio a Tromso, in Norvegia. La scelta è caduta sulla carbonara, ricetta apparentemente semplice, ma spesso al centro di dibattiti relativi alla sua preparazione anche in Italia. L’esperienza presso Pastafabriken è stata documentata da Armenti con un video pubblicato sui social.

L’aspetto della carbonara norvegese non è esattamente invitante. La pasta appare pallida e inconsistente, oltre che tutta incollata. Quando Piero infilza la forchetta nel piatto, gli spaghetti sembrano quasi un molliccio blocco unico. Il primo commento che Armenti fa dopo l’assaggio dice tutto: “Ma che è? La pasta è squagliata!”. La frase è accompagnata da un’espressione ricca di disgusto. Ma dopo essere uscito dal locale l’imprenditore rincara la dose.

 

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Lo sfogo dell’influencer: non si può fare la pasta così!

È un vero e proprio sfogo quello che fa Piero una volta fuori dal locale. “Basta, sono deluso!”: inizia così l’esplosione di rabbia dell’influencer, che si chiede come sia possibile ordinare un piatto di pasta e vedersela servire così scotta. Chi non sa fare la pasta non dovrebbe farla, sarebbe meglio concentrarsi su altre ricette, come quelle delle zuppe: ecco il consiglio di Armenti ai ristoratori norvegesi.

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Noi italiani siamo abbastanza esigenti quando si parla di uno dei nostri cibi preferiti: la pasta va fatta a regola d’arte, altrimenti è meglio lasciar perdere. Eppure basterebbe ingaggiare un cuoco italiano, suggerisce Armenti: ci sono tanti professionisti che sarebbero disponibili ad andare a lavorare là e ad insegnare come preparare per bene la carbonara e altre ricette. Anche perché la qualità del cibo non è commisurata al prezzo del piatto.

Per mangiare la carbonara norvegese, Piero Armenti ha speso ben sedici euro! L’imprenditore non accetta neanche la classica giustificazione che viene tirata fuori in casi del genere, ovvero “ai norvegesi piace così”. A loro piace così perché forse non conoscono la versione originale del piatto: in fondo è quello che succede ai turisti che arrivano in Italia da ogni parte del mondo e scoprono che la pasta qui è diversa, ma soprattutto migliore.

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